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Viaggiare per conoscere: che cos’è il turismo culturale

turismo culturale
turismo culturale

L’idea del viaggio ha assunto ormai, almeno da quando ha iniziato a svilupparsi il cosiddetto turismo di massa, un’aura quasi miracolosa. Il viaggio è concepito come la panacea di tutti i mali, un momento grazie al quale tutti i nostri malesseri possono sparire istantaneamente. Ovviamente questa ideologia è un luogo comune, ma è pur vero che non si può escludere un viaggio dalla propria routine se si vuole vivere una vita votata al proprio benessere. A tal proposito, esiste un modo di viaggiare che si sta diffondendo sempre di più negli ultimi anni: stiamo parlando del turismo culturale.

Che cos’è il turismo culturale?

Il turismo culturale, nel dettaglio, consiste in una tipologia di turismo strettamente correlata alla cultura di uno specifico paese o regione. Chi compie viaggi di questo tipo è di solito interessato ad entrare in contatto con una determinata area geografica dal punto di vista storico, artistico, architettonico, culinario.

Chi compie questo tipo di esperienza intende il viaggio come un vero e proprio apprendimento, in grado di accrescerlo sotto tutti i punti di vista. Il turista culturale, quando viaggia, ha ben in mente ciò che spera di ricavare dallo stesso, che è ovviamente molto più del semplice momento di  svago o spensieratezza. 

Non è un caso, quindi, che il turismo culturale vada spesso a braccetto con il turismo sostenibile: in entrambi i casi, l’obiettivo è quello di rafforzare l’identità di chi vive nei luoghi di destinazione, sempre con rispetto e apertura nei confronti delle diverse culture e abitudini.  

Turismo culturale e “solo travel”

Parallelamente al concetto di turismo culturale, un altro trend che ha segnato l’industria del turismo globale nell’ultimo periodo è il cosiddetto solo travel, il viaggio da soli. Secondo gli ultimi report, è stato stimato che 1 turista su 6 è partito per un viaggio da solo di recente, un numero più che raddoppiato rispetto a una decina di anni fa. 

Le ricerche della keyword “solo travel” sono aumentate del 131% rispetto al 2016 e su Instagram l’hashtag #solotravel racchiude più di 5 milioni di contenuti. Insomma, numeri che vanno tenuti ben in considerazione.

Si può pensare che i due trend siano connessi tra di loro in quanto chi compie un viaggio da solo lo fa per conoscere nuove persone e per riscoprire se stesso. Stessa motivazione che spinge chi fa un’esperienza di turismo culturale: entrare in contatto con persone di culture differenti permette di imparare qualcosa di più sugli altri, ma anche su se stessi. 

Perché il turismo culturale è un’ottima idea

Come abbiamo detto all’inizio, il viaggio non rappresenta la panacea di tutti i mali. Ciò che è certo, però, è che esso ha un effetto straordinariamente positivo sul corpo e sulla mente: un viaggio riduce lo stress, stimola la produzione di serotonina, allena l’abilità di problem solving e il pensiero laterale, traducendosi anche in un miglioramento delle prestazioni lavorative. Si può quindi affermare che il fascino di staccare tutto per ricaricarsi e ritrovare l’entusiasmo perduto abbia un certo fondamento. Viaggiare però, negli ultimi anni, significa molto più di questo: significa arricchimento personale, conoscenza di luoghi, persone, culture e, nelle migliore degli ipotesi, conoscere un po’ anche se stessi.

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