Prima di inviare il curriculum

Avete fatto tutto per bene: compilato il vostro curriculum vitae in funzione dell’azienda specifica alla quale lo spedirete, redatto la lettera di presentazione, letto e riletto più volte il tutto per assicurarvi di non aver commesso errori. E adesso?

curriculum2Avete fatto tutto per bene: compilato il vostro curriculum vitae in funzione dell’azienda specifica alla quale lo spedirete, redatto la lettera di presentazione, letto e riletto più volte il tutto per assicurarvi di non aver commesso errori. E adesso? Non resta che spedire. Ma anche in questo caso, come nella fase della redazione dei testi, non è sufficiente inviare al primo indirizzo che avete sottomano. Prendetevi ancora cinque minuti di tempo e fate una piccola ricerca per capire a quale figura, all’interno dell’azienda alla quale vi rivolgete, è più opportuno indirizzare il curriculum e in quale modalità.

In risposta ad un annuncio

Beh, questo è il caso più semplice. Un annuncio di un’offerta di lavoro indica l’indirizzo ed eventualmente la persona alla quale spedire la candidatura: non fate i creativi, non indirizzate il vostro materiale al direttore generale se vi viene richiesto di spedirlo all’ufficio personale, rispettate sempre l’indicazione precisa. E non dimenticate di citare, nell’oggetto della lettera di presentazione o della e-mail, l’annuncio al quale rispondete, la data e il giornale (o il sito internet) sul quale è stato pubblicato.

Molti annunci – soprattutto quelli delle società di ricerca e selezione di personale ma anche gli annunci delle aziende più strutturate che avviano spesso diverse ricerche parallele – riportano anche una sigla di riferimento: quando c’è, indicatela sempre nella vostra lettera. Servirà ai selezionatori per individuare immediatamente la posizione alla quale vi candidate, evitando così di perdere o di far finire il vostro curriculum nel mucchio sbagliato.

In caso di candidatura spontanea

Partiamo dal solito presupposto: ogni azienda, specie se prestigiosa, riceve quotidianamente una quantità impressionante di domande di assunzione. Gli addetti alla selezione del personale spesso alzano gli occhi al cielo, ma sanno bene che tutto quel materiale può rivelarsi prezioso per l’azienda; se non nell’immediato, almeno per un futuro reclutamento. Raramente, infatti, un’azienda cestina un curriculum (a meno che non sia palesemente inadeguato, è ovvio!), ma lo inserisce in un database al quale, prima o poi, potrebbe aver bisogno di attingere.

Il problema, però, è che se voi inviate una domanda di assunzione è assai probabile che cerchiate un lavoro oggi, non fra un anno. Per questo è bene “mirare” molto bene lettera e curriculum, non solo nella fase di redazione (che è la più importante e che abbiamo trattato in questo Blog qualche settimana fa), ma anche al momento della spedizione.

E allora, a chi indirizzare il tutto? Genericamente all’azienda? All’ufficio personale o ad una figura specifica? La regola è: meglio sempre indicare una persona fisica, con nome e cognome, invece che un generico “Responsabile del personale”. In questo modo, infatti, aumentano le probabilità che il materiale giunga a destinazione senza finire nel mucchio delle lettere generiche. Cercate dunque eventuali nomi sul sito internet dell’azienda, attivate la vostra rete di conoscenze o, se non ne avete, alzate il telefono e chiedete direttamente al centralino dell’azienda quale nome scrivere sulla busta.

Per e-mail o via posta tradizionale?

In proposito ci sono diverse teorie ma nessuna regola. Dovete quindi ragionare e individuare quello che vi sembra il sistema migliore, innanzitutto in base al tipo di azienda alla quale vi rivolgete. Se, per esempio, vi proponete come programmatori ad una software-house, va da sé che il mezzo più appropriato è l’e-mail: vi rivolgete a persone che stanno tutto il giorno davanti al computer, realizzano prodotti multimediali, sono probabilmente giovani e comunque hanno la massima dimestichezza con la posta elettronica, non tanto in termini di competenza (oggi chiunque riesce ad aprire un’e-mail) quanto in termini di mentalità.

E negli altri casi? Ragionate in base allo stile dell’azienda. Tenete conto che l’e-mail consente un tono più informale e sbrigativo, mentre la classica lettera cartacea, oltre che lasciare qualcosa di concreto in mano al selezionatore senza costringerlo a stampare un’e-mail, indica solitamente maggiore cura. Insomma, come dicevamo, una regola precisa non c’è. Ma se proprio non sapete decidervi, optate per la cara vecchia lettera cartacea, con la quale non si sbaglia mai.

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Autore : Uplevel

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