Cresce l’attenzione vero i sistemi gestionali per il settore creativo
Segno di ripresa o semplice corsa ai ripari per aggiornare una realtà strutturale inadeguata? In ogni caso, le sigle nostrane mostrano un positivo dinamismo
Si muovono, raccolgono investimenti e, soprattutto, investono a loro volta per essere sempre più competitive. Sono le agenzie di comunicazione italiane, così come escono dall’ultima analisi di Paprika Software, che segnala come in questi primi due mesi del 2010 l’Italia sia in testa alla classifica mondiale per l’acquisto di sistemi gestionali per il settore creativo, scavalcando d’un solo balzo Inghilterra, Usa, Austria e Spagna.
Segno di un’economia finalmente in ripresa – con le aziende che tornano ad investire in comunicazione e le agenzie che si attrezzano per far fronte ad un rinnovato carico di lavoro – o più semplicemente di una certa arretratezza strutturale che spinge le sigle nostrane ad aggiornarsi? È presto per dirlo. In ogni caso, il dato è significativo e positivo: le agenzie evidentemente scorgono un 2010 migliore dell’anno passato e investono per rinnovarsi, prevedendo chiusure di contratti e di lavori decisamente superiori rispetto a quelli portati a casa nel 2009.
Ma c’è un altro aspetto che merita di essere sottolineato e che emerge dall’analisi del periodico monitoraggio di Paprika Software, come osservano gli stessi manager dell’azienda in un’intervista a Mediakey.tv: le agenzie hanno progressivamente cambiato il modo di lavorare. In realtà non è una novità, è un processo che gli addetti ai lavori conoscono – e spesso subiscono – già da qualche anno, almeno dagli inizi del decennio scorso, ma la congiuntura economica degli ultimi due anni l’ha indubbiamente accelerato, estendendolo dalle piccole e medie agenzie a quelle più grandi e strutturate. Per farla breve, il tempo delle grandi commesse è ormai un caro vecchio ricordo: i contratti annuali che assicurano grandi budget sono sempre meno frequenti – e chi li strappa può ritenersi baciato dalla fortuna – e le agenzie hanno dovuto adattarsi ad un’operatività più immediata, lavorando talvolta su progetti singoli e abituandosi ad un notevole turnover di clienti.
Un cambiamento che, se da un lato ha ulteriormente parcellizzato il lavoro e ridotto le prospettive di crescita immediata, talvolta anche soffocando le agenzie più piccole, dall’altro ha prodotto una salutare reazione, stimolando un maggior dinamismo e una creatività che dev’essere sempre più forte, per un’efficacia di fatto inversamente proporzionale all’investimento. Una sorta di selezione naturale, insomma, e uno stimolo a rinnovarsi. Di qui, probabilmente, la corsa a sistemi gestionali di cui la maggior parte delle sigle nostrane avevano finora fatto a meno. Le prospettive di crescita, dunque, ci sono eccome: le agenzie affilano le armi e i professionisti – dai comunicatori “classici” ai più evoluti multimedia project manager – dovranno essere sempre più preparati ed aggiornati. Perdere il treno potrebbe voler dire faticare notevolmente. Ma prenderlo al volo, forti di una solida preparazione e di una buona esperienza, significa ottenere grandi soddisfazioni ed essere protagonisti di un cambiamento – nel settore – epocale.





