Terza ed ultima puntata delle nostre considerazioni sui comportamenti da evitare durante il colloquio di lavoro. Poi, finalmente, passeremo agli atteggiamenti positivi, quelli che vi permetteranno di segnare qualche punto a vostro favore e conquistare l’attenzione del selezionatore. Dunque, ricapitoliamo: nelle due “puntate” precedenti abbiamo visto che è quanto meno imbarazzante, quando non decisamente scorretto o addirittura comico, commettere gaffe come tenere acceso il cellulare, arrivare in ritardo, masticare gomme o caramelle, guardare frequentemente l’orologio, accomodarsi prima del selezionatore o comunque senza essere stati invitati a farlo, prendere la parola per primi, appoggiare carte o documenti sulla scrivania dell’interlocutore, guardarsi attorno. Ecco le altre cose da non fare mai…
Raccontare frottole
Non è necessario che raccontiate proprio tutto di voi, potete anche (anzi, è consigliabile!) glissare sui vostri eventuali punti deboli. L’importante, in ogni caso, è non mentire mai. Non millantate competenze che non avete, perché sarà facile, per il vostro potenziale datore di lavoro, verificarle: o direttamente tramite qualche domanda specifica da parte del selezionatore; o peggio ancora successivamente, magari dopo avervi assunti. In quest’ultimo caso, non vorremmo essere nei vostri panni…
Parlare male delle precedenti esperienze di lavoro
Meglio puntare sugli aspetti positivi, sull’arricchimento delle competenze che avete tratto dai lavori eventualmente svolti in precedenza, su quanto sia stato importante per voi fare esperienza. Mai suggerire impressioni negative nel selezionatore, il quale istintivamente, prima di credere alla vostra versione dei fatti circa eventuali disagi incontrati in precedenti luoghi di lavoro, sarebbe indotto a supporre qualche mancanza in voi, dal punto di vista caratteriale e professionale.

Parlare di stipendio
È un argomento importante, ma vi consigliamo di affrontarlo solo dopo che il selezionatore ha espresso l’interesse dell’azienda per voi e dopo che voi stessi avete manifestato reciproca soddisfazione. Solo allora potrete porre le vostre legittime domande sui livelli retributivi. Diversamente dareste l’impressione di essere interessati solo alla busta paga.
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