Psicologi e sociologi lo dicono da sempre: la prima impressione è fondamentale. Questo vale per tutti. Che ci facciamo caso oppure no, il primo minuto nel quale veniamo a contatto con una persona è determinante per creare dentro di noi un’immagine che assoceremo d’ora in avanti a quella persona. Ciò non significa che la prima impressione sia sempre corretta, ma sta di fatto che per modificarla occorrerà del tempo. E di questo dobbiamo tenere conto soprattutto quando ci presentiamo ad un colloquio di lavoro.Abbiamo faticato a lungo per preparare un curriculum vitae che rispecchi le nostre competenze, abbiamo scritto, riscritto e “limato” la lettera di presentazione per rendere al meglio la nostra personalità, ora vediamo di non rovinare tutto presentandoci al colloquio nel modo sbagliato.

“Come mi vesto?”, è la domanda che ci facciamo tutti. Anche in questo caso, una regola precisa non c’è. Partiamo dunque sempre da ciò che abbiamo detto sopra: la prima impressione è fondamentale. Che impressione vogliamo dare al nostro selezionatore? Ovviamente quella di una persona seria, curata, precisa, ma anche sicura di sé, determinata, a proprio agio nei panni che indossa (reali e metaforici!). Per questo dicevamo che una regola non c’è. Se infatti è vero che un uomo, optando per la cravatta, non sbaglia mai, è anche vero che dev’essere abituato a portarla: se non la sopporta o se si sente impacciato, il selezionatore lo noterà subito. Meglio, in tal caso, giacca e camicia con collo aperto (solo il primo bottone aperto, ovviamente…), oppure un pratico pullover. Stesso discorso per le donne: evitino un abbigliamento nel quale non si troverebbero a proprio agio e, soprattutto, un trucco eccessivo. Insomma, siate voi stessi, usate rispetto per la persona che incontrerete, non caricatevi di inutili “orpelli”, che non farebbero che aumentare la tensione per il colloquio.


Tenete conto, poi, dell’azienda alla quale vi presentate. Prendiamo in esame due esempi opposti: se il colloquio è in un’agenzia di pubblicità giovane e creativa, potete anche permettervi qualche vezzo che meglio esprima la vostra personalità (non è il caso di presentarsi con i jeans strappati, ma la cravatta sarebbe fuori luogo!); se invece siete stati convocati da una banca, siate il più classici e tradizionali possibile.

Insomma, ripetiamo, una regola non c’è. Se non quella del buon senso e del buon gusto.