Nelle scorse settimane abbiamo inaugurato il nostro blog sul lavoro parlando del curriculum vitae e della lettera di presentazione, strumenti fondamentali per proporre la propria candidatura in modo efficace alle aziende. Ora facciamo una piccola pausa e diamo uno sguardo all’aspetto “burocratico”, in particolare ai Centri per l’Impiego.

Che cosa sono

Si tratta di strutture gestite dalle Province, che dal 1997 hanno sostituito i vecchi Uffici per il Collocamento, di competenza dello Stato e con funzioni più che altro certificative e amministrative.

Gli attuali Centri hanno nuove competenze ed un ruolo più attivo, diretto non solo a contrastare il problema della disoccupazione o a favorire il primo ingresso della persona nell’universo professionale, ma anche ad aumentare la consapevolezza del lavoratore e ad incoraggiare la possibilità autonoma dell’individuo di inserirsi nel tessuto professionale.

Che cosa offrono

Detta così, fa un po’ paura. Ma non temete, possiamo ricorrere all’originale inglese, per noi sicuramente meno crudo: head hunter. Vi piace di più? In ogni caso, il significato non cambia ed è, nonostante l’espressione poco felice, quasi sempre positivo per chi cerca lavoro o desidera cambiarlo.

Gli head hunter, o cacciatori di teste, sono infatti delle figure – più spesso delle società – che ricercano le migliori professionalità sul mercato per conto delle aziende. Vedono scorrere sotto i loro occhi quotidianamente centinaia di curricula, li confrontano con le esigenze manifestate dai clienti, incontrano i candidati potenzialmente più interessanti, li selezionano accuratamente e li propongono alle aziende che hanno commissionato loro la ricerca di personale. Solitamente, poi, assistono anche le parti nella fase negoziale, svolgendo un’opera di mediazione fra il candidato e l’azienda.

È stata dura, anzi no: è stato più semplice di quanto pensassimo. Abbiamo risposto bene. Però avremmo dovuto fare più attenzione in quella particolare circostanza, avremmo potuto evitare quella gaffe! Chissà se il selezionatore è contento di noi… Chissà se ci richiamerà…

Sensazioni ed emozioni contrastanti si susseguono al termine del colloquio. Molto dipende dal carattere del candidato, dal livello dell’azienda, dalla figura ricercata, dal clima che il selezionatore è stato capace di instaurare. In ogni caso, dobbiamo scrollarci di dosso in fretta lo smarrimento che potrebbe coglierci una volta fuori dalla porta e riacquistare al più presto la lucidità, perché il nostro compito non è finito.

“Le faremo sapere”, è la formula di congedo più usata dai selezionatori al momento di salutare il candidato. Semplice formalismo? Oppure c’è davvero una porta aperta e abbiamo concretamente qualche possibilità di essere i prescelti? Dall’andamento del colloquio dovremmo già averlo capito, o comunque dovremmo esserci fatti un’idea.