Intervista al professor Giorgio Castoldi
Una vita per i giovani e il turismo
Pioniere della formazione nel settore, nel 1972 scrisse il primo manuale di tecnica turistica. Ad oggi ha pubblicato 107 libri ed è fra gli esperti italiani più autorevoli. Ai ragazzi suggerisce: “Scegliete la strada che vi piace di più e poi metteteci anima e corpo”.
“Chi decide di lavorare nel mondo del turismo, con passione ed entusiasmo, è sempre un personaggio un po’ particolare: curioso e di una genialità tutta sua”. Parola di Giorgio Castoldi.
E c’è da crederci, perché il professor Castoldi – formatore e docente di tecnica turistica, una vita dedicata alla scuola pubblica e alla libera docenza nelle università e nelle scuole di alta formazione – è proprio così, un personaggio particolare, capace di prenderti per mano e condurti ad una finestra aperta su un panorama fantastico. Un personaggio che maschera con un eloquio fluido e rilassato una competenza tecnica e un’esperienza formidabili nel settore turistico a 360 gradi, dando un’anima anche alle discipline più ostiche. Perché tutti sono capaci di affascinare parlando di viaggi e di nuovi orizzonti, ma si contano sulle dita di una mano coloro che riescono a catturarti parlando di tutto, compresa la contabilità.
Professor Castoldi, lei è nel turismo da sempre: professione o vocazione?
«Tutte e due. Facevo il ragioniere: mi mandarono a lavorare in banca, allo sportello. E la sera studiavo all’università. Ma aprire conti correnti e cambiare banconote non era roba per me. E così andai a fare l’accompagnatore turistico in Inghilterra: organizzavo, in particolare, viaggi studio. Poi tornai in Italia e incominciai a insegnare tecnica turistica. Erano i primi Anni Settanta».





