Dalla ricerca Avis, un quadro positivo del consumatore post-recessione

Cultura, sport e benessere in cima agli interessi degli Italiani in vacanza. Benefici concreti, che inducono a spendere anche nel periodo di instabilità economica. L’analisi conferma le buone prospettive per il turismo nel 2010

La vacanza vale, non è un semplice vezzo, non è un bene al quale gli Italiani rinunciano facilmente, perché porta benefici concreti. È questo il dato più interessante dal punto di vista sociologico – nonché più incoraggiante per gli operatori turistici – fra quelli emersi dall’ultima ricerca Avis sul cambiamento dei comportamenti dei nostri concittadini in seguito alla recessione economica degli ultimi anni.

aereoCambiamento che a sorpresa, secondo i dati del leader in Italia per l’autonoleggio, risulterebbe minimo rispetto alle previsioni fosche del periodo più negativo. Appena un anno fa, infatti, gli analisti prevedevano che la congiuntura economica avrebbe cambiato in modo radicale le abitudini dei consumatori, eliminando le spese frivole ed esagerate, o comunque quelle meno necessarie, fra le quali appunto le vacanze. Niente di più sbagliato: solo il 6% degli Italiani ammette di essere rimasto scioccato dal periodo difficile dell’economia e di aver modificato in modo irreversibile la gestione delle proprie spese. Il 24%, invece, ha dichiarato di non aver cambiato affatto le abitudini per quanto riguarda le vacanze; mentre il 49% ha manifestato un moderato equilibrio, spiegando di aver ridotto in parte le spese per i viaggi ma di essere pronto a tornare alle care vecchie abitudini non appena la ripresa sarà consolidata. Insomma, per la metà degli intervistati le vacanze sono state più corte e programmate in maniera economicamente più oculata, ma sono rimaste saldamente ai primi posti fra i “beni” irrinunciabili. Un dato che conferma, tra l’altro, l’ottimismo rilevato nelle settimane scorse dalla stessa Agenzia nazionale del turismo, la quale, al termine di un’attenta analisi a livello internazionale, aveva certificato il buon stato di salute del settore, smentendo il quadro a tinte fosche da più parti delineato negli ultimi due anni.

Ciò suggerisce due aspetti molto interessanti. Il primo, che certo darà ulteriori motivazioni agli operatori del settore, è una significativa prospettiva di ripresa e di crescita del turismo già nel corso del 2010. Il secondo è il nuovo e più importante valore che gli Italiani conferiscono al viaggio. Un valore concreto, tutt’altro che semplicemente voluttuario, per ottenere il quale i consumatori sono sempre più esigenti. Non a caso la vacanza preferita dagli intervistati è quella all’insegna della cultura, dello sport e del benessere: non si viaggia per il semplice gusto di farlo, ma per accrescere le proprie conoscenze e per stare bene nel corpo e nello spirito. Un “investimento”, dunque, che gli Italiani ritengono importante anche in tempi di instabilità: una spesa forse più oculata che in passato, ma tanto più irrinunciabile.

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