Giovani albergatori

Hotel, la carica dei trentenni

Hanno un’età media di 31 anni e, fra quanti gestiscono una struttura ricettiva, sono sempre più numerose le ragazze

Albergatori si può nascere, ma soprattutto si diventa. È quanto emerso a Perugia dal Winter meeting di Federalberghi, durante il quale è stata presentata l’ultima indagine della Commissione formazione del Comitato nazionale Giovani Albergatori. Il 63% dei giovani imprenditori dell’hospitality ha scelto liberamente la professione dell’albergatore, mentre solo in 37% è stato indotto ad abbracciare la tradizione di famiglia. federalberghiUn dato che può essere letto come un segno di salute per il settore, che continua ad attrarre i giovani nonostante la crisi e che proprio dai giovani e dalla loro adeguata formazione professionale e manageriale può trarre nuovo slancio in termini di innovazione. Il giovane albergatore italiano, secondo lo studio presentato a Perugia, ha un’età media di 31 anni ed è ancora soprattutto di sesso maschile, anche se ormai – altro segno positivo  e assai interessante – la quota rosa avanza a passo spedito, rappresentando il 44% di coloro che gestiscono una struttura ricettiva. L’81% dei giovani lavora in un’impresa avviata da familiari o parenti, mentre il rimanente 19% è partito con le proprie forze. L’83% è occupato in attività di direzione e, nel 63% dei casi, anche di amministrazione, nel 62% di ricevimento e nel 18% di cucina. Quasi tutti (il 93%) conoscono almeno una lingua straniera, il 59% ne parla correntemente due. Il 37% degli hotel si trova nelle città d’arte, il 27% in luoghi di mare, il 16% in località montane, il 6% in riva ai laghi, il 4,5% in collina e il 2% in località termali. Ogni struttura, in media, occupa 17 persone e ospita una clientela che si divide in parti pressoché uguali tra vacanzieri e uomini d’affari.

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