Un volano per lo sviluppo del turismo e del territorio

Parchi a tema, stiamo arrivando

Italia scettica di fronte alle strutture che da decenni spopolano negli Stati Uniti d’America. Ma si preannunciano iniziative e investimenti importanti

 

In Italia sono guardati da sempre con un certo scetticismo, perché nel nostro Paese il turismo poggia sui pilastri portanti dell’arte-cultura e delle bellezze naturali. Eppure attirano una straordinaria quantità di turisti, sono una vera e propria calamita soprattutto per le parchiatemafamiglie, garantiscono introiti notevoli e, anche in Italia, laddove sono stati realizzati, funzionano alla grande. Stiamo parlando dei parchi a tema, un fenomeno nato negli Usa e approdato in Europa solo dopo una lunga gestazione.

I numeri la dicono lunga: nel confronto fra i parchi americani e quelli del Vecchio Continente, i primi vincono a mani basse. Per fare un paio di esempi, il Magic Kingdom in Florida viene preso d’assalto ogni anno da 17 milioni di visitatori e Disneyland in California ne richiama poco meno di 15 milioni. I parchi europei fanno registrare la metà delle presenze, mentre l’Italia segue ad una distanza siderale. I parchi a tema nel nostro Paese, infatti, registrano un volume di presenze pari a 1/24 di quello mondiale e, su 158 strutture, solo due – Gardaland e Mirabilandia – possono essere assimilate a quelle del resto dell’Europa e degli Stati Uniti in termini di impatto economico e turistico sul territorio.

Eppure il mercato c’è ed è vivo, come ha dimostrato anche una recente ricerca condotta da Turisma Hospitality Consulting. Il parco a tema può essere una risorsa importante sia per rilanciare una località turistica ormai satura sia per stimolare la crescita del turismo in località minori, fornendo un volano per lo sviluppo del business e dell’occupazione nel turismo in senso stretto e di un indotto dalle mille potenzialità. Per contro, un parco ha bisogno di spazio libero e, in Italia, la bellezza del territorio e le sue ricchezze naturali rappresentano un ostacolo non indifferente. I numeri comunque parlano chiaro: in tutto il mondo i parchi a tema attirano ogni anno poco meno di 190 milioni di visitatori, un bacino di utenza praticamente inesauribile. Un mercato con il quale l’Italia potrà confrontarsi seriamente a partire dal 2011, quando sarà inaugurato vicino a Roma il “Rainbow MagicLand”: si attendono tre milioni di visitatori all’anno, per un fatturato complessivo di cento milioni di euro, senza contare le ricadute sull’indotto.