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Il comparto trainante dell’industria turistica nazionale torna ai livelli del 2004

Turismo congressuale, un passo indietro

La recessione si fa sentire anche nel settore meeting: meno eventi, meno partecipanti, meno giornate di presenza. Numeri in calo in tutto il Paese, resistono soltanto le metropoli e le città d’arte

 

Era prevedibile, ma il fenomeno è ugualmente preoccupante: meno congressi, meno partecipanti, meno giornate di presenza, con ricadute inevitabili sull’indotto. Sono impietosi, i dati dell’Osservatorio Congressuale presentati recentemente alla BTC, la fiera della meeting industry a Roma. Il numero degli incontri aziendali organizzati in Italia cala del 3,5%, ma a preoccupare è soprattutto il crollo dei partecipanti (-9%) e delle giornate di presenza (-3,5%).

Sulla base di questi numeri il quadro risulta tutt’altro che roseo per il turismo congressuale, che costituisce il comparto più rilevante dell’industria turistica italiana e si ritrova ai livelli del 2004. Le cause? Ovviamente la recessione economica. Il crollo delle presenze interessa indifferentemente, da Nord a Sud, tutte le destinazioni del Paese. Resistono soltanto – e in alcuni casi incrementano i volumi – le principali città d’arte e le metropoli (+19,78% per quanto riguarda il numero di incontri), divenute le mete più gettonate dai promotori dei meeting, che devono ridurre le distanze e la permanenza dei congressisti.

L’Osservatorio Congressuale ha analizzato anche l’andamento del mercato nelle principali destinazioni. Dal focus emerge che il maggior numero di incontri si registra a Milano (21.685 eventi), seguita da Roma (19.685), Firenze (10.628), Rimini (3.798) e Torino (2.051). La capitale, però, si piazza al primo posto per giornate di presenza (più di tre milioni e mezzo), seguita da Milano (2.608.621), Rimini (1.535.564), Firenze (1.267.205) e Torino (1.006.692). Roma è in testa alla classifica anche per quanto riguarda la permanenza media, un parametro molto importante perché influisce significativamente sull’indotto: nella capitale ci si ferma mediamente per due giorni. Seguono Rimini (1,9 giorni), Torino (1,6), Milano (1,5) e Firenze (1,4).

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