Più tecnologia nell’hospitality

La scarsa attenzione ai nuovi strumenti di gestione, promozione e comunicazione sta facendo perdere punti preziosi ad uno dei settori trainanti dell’economia nazionale. Servono manager “aperti” e preparati

 

Manca un piano di sviluppo strategico. Questo il quadro emerso recentemente dal convegno sull’uso delle tecnologie nell’ospitalità alberghiera promosso da Pianetahotel, testata del Sole 24 ore Business Media. Un quadro che svela ampie lacune nel “sistema Italia”, troppo lento nel recepire il valore dell’innovazione, e che pone il settore turistico nostrano in una situazione di inferiorità strutturale rispetto ad altre realtà più competitive a livello internazionale. Un quadro, tuttavia, che al tempo stesso prospetta sfide stimolanti per i manager più preparati e le realtà più lungimiranti.

I primi nove mesi del 2009, nel settore dell’ospitalità, hanno fatto registrare un calo di fatturato di 700 milioni di euro (-7,9% rispetto allo stesso periodo del 2008). Un dato da correlare certo al calo delle presenze (-7,2%), ma che rivela anche la mancanza di una strategia consolidata in grado fronteggiare l’emergenza e proporre efficaci piani di rilancio. Negli ultimi nove anni l’Italia ha perso tre milioni e mezzo di turisti tedeschi, evidenziando un sempre più sfavorevole rapporto qualità-prezzo. Fra le cause principali dell’emorragia del settore – come hanno rilevato durante i lavori del convegno Mattia Losi, direttore editoriale de Il Sole 24 ore Business Media, e Andrea Machiavelli, direttore del Centro studi per il turismo e l’interpretazione del territorio dell’Università di Bergamo – lo scarso utilizzo delle nuove tecnologie nel settore del turismo come nella maggior parte degli altri settori produttivi nazionali. L’Italia, infatti, investe in innovazione tecnologica appena un terzo degli altri Paesi europei; e la forbice si allarga ulteriormente se ci confrontiamo con realtà come Usa e Giappone. Nello specifico, risulta ancora sott’utilizzato il Web come strumento di promozione e prenotazione nell’hospitality”. Un ritardo che, sempre secondo gli esperti coinvolti da Pianetahotel, “unito ad altri elementi di debolezza come la scarsa preparazione manageriale degli albergatori e la loro ridotta disponibilità a fare rete, sta facendo perdere punti preziosi ad uno dei settori trainanti dell’economia nazionale”.